Domenica 10 Maggio – Uscita: le cave di Noale.

Amici,

grazie per aver partecipato alla passeggiata naturalistica all’Oasi WWF Cave di Noale.

Il tempo è stato clemente e ci ha concesso una piacevole ed interessante “escursione didattica”, accompagnati dalla brava e simpatica Martina.

Una trentina di persone ci hanno seguito lungo il percorso del Rio Draganziolo, che costeggia le cave, con siepi arbustive ed arboree igrofile e mesofile, fino ad arrivare alla grande cava delimitata da un florido canneto. Dominante è la cannuccia di palude importante sia, per la sua funzione di compiere la fitodepurazione delle acque e sia perché rappresenta un ambiente ideale per la fauna selvatica, specialmente uccelli.

Abbiamo osservato con i binocoli, dal capanno di avvistamento, diverse specie di anatre e aironi che nidificano numerosi in un’ampia garzaia.

Ci fa riflettere la spiccata valenza naturalistica dell’Oasi: un esempio di aree umide naturalizzate, di importante rilevanza ecologica, anche se sono di origine prettamente antropica.

Purtroppo non sempre il destino delle cave senili è stato quello di valorizzazione come area naturale. Noi del Comitato a difesa delle ex Cave di Marocco da anni stiamo perseguendo l’obiettivo di far diventare le cave senili di Marocco un Parco della Biodiversità e l’Oasi Cave di Noale ne è un esempio.

Domenica 26 Aprile – Uscita: paesaggi feltrini – tra Vellai e Pont.

Amici,

la nostra prima uscita ha fatto il pienone e abbiamo bloccato le iscrizioni a 50.

Tutto ha funzionato perfettamente nella prima parte: prati stabili con vista su torbiera, borgo Pont con la chiesetta di San Clemente illustrataci dal vetusto ma ancora in gamba parroco, fino alla sosta all’ombra dei grandi alberi nella proprietà di un gentile ospite locale. Al pomeriggio nell’attraversare un bel bosco mesofilo, il tracollo: mogli che cercavano i mariti, mariti che non volevano farsi trovare, persone dichiarate disperse mentre volevano solo farsi i fatti propri!

Grazie a tutti

Il “bosco dello sport” a Tessera

Buongiorno a tutti,

Oggi abbiamo passeggiato lungo il Dese in zona via Terronazzo per vedere i cambiamenti in corso. Due grandi interventi insistono su questa porzione di territorio in Comune di Venezia, ovvero il raccordo ferroviario per l’aereoporto Marco Polo  e il cosiddetto Bosco dello Sport. 

Entrambe le opere in corso, le prime realizzate da RFI e le seconde dal Comune di Venezia, interagiscono tra loro e cambieranno inevitabilmente il paesaggio circostante.

La  promessa che opere così mastodontiche una volta terminate, verranno compensate con il rimboschimento dei terreni circostanti ci consola solo in parte. Le aree di intervento sono vicine al Bosco di Mestre e precisamente alle aree Querini di Dese, Terronazzo e Praello. Abbiamo osservato che una vasta area di terreno agricolo, circa 50 ettari, è stata utilizzata come area di cantiere per il raccordo ferroviario. Ci riserviamo di approfondire l’argomento per sapere come quest’area sarà ripristinata a lavori terminati. Il nuovo polo sportivo renderà felici tutti gli sportivi e non solo, visto che uno stadio all’avanguardia, come quello progettato permetterà di ospitare innumerevoli eventi culturali, musicali eccetera.

L’area di 115 ha era destinata a bosco, ampliando l’attuale area dei diversi boschi rientranti nel “Bosco di Mestre” illuminata idea di Gaetano Zorzetto esponente del partito repubblicano ancora ai tempi della prima Repubblica. Se non erro il Bosco di Mestre, con questa denominazione, è stato inaugurato nel 2007. I 115 ha di Bosco previsti tra Tessera, Favaro e Dese, si ridurranno e 62,5 per ospitare stadio, arena coperta e tutta una serie di altre strutture.

Il progetto è stato osteggiato da una serie di Associazioni, a partire da Italia Nostra, che riteneva, correttamente a nostro avviso, che gli impianti avrebbero dovuto essere allocati in aree da rigenerare, ristrutturare, ad esempio Marghera. L’Unione europea ha ritirato il finanziamento per il progetto una volta accortasi che non si rigenerava nulla, ma invece si andava a occupare terreno agricolo, quindi il finanziamento è stato soprattutto dello Stato

Il costo del raccordo Ferroviario linea Venezia Trieste con aeroporto Marco Polo è passato da 475 mln euro a 664 mln: 8 km di cui 3,4 in galleria, un viadotto da 541 mt, stazione aeroportuale interrata con banchina da 330 mt. Previsti treni ogni 15’, 18 a lunga percorrenza e 43 regionali al giorno.

Domenica 9 Novembre – uscita: lungo le rive della Piave

Domenica 9 novembre siamo stati lungo la Piave dal Parco fluviale di Noventa di Piave (riva sx) a Fossalta di Piave, (riva dx) e ritorno, passando per il ponte di barche (ora di cassoni). Abbiamo avuto una guida di eccezione, Corinna Marcolin, direttrice del centro didattico Il Pendolino, che abbiamo visitato nel pomeriggio. Grazie a tutti i partecipanti!

Domenica 11 Maggio – Uscita: da Vedana a Salet

Amici camminatori la primavera si è decisamente palesata mostrandoci il Lago di Vedana in splendida veste primaverile, i prati pingui e le zone umide in gran spolvero, il sentiero botanico Zanardo con forra, torrente e cascata assolutamente godibile. Osservati una settantina di cervi. Visita alla chiesa di San Gottardo riuscita. Rientro all’Oasi con birra e caffè per tutti.

Alla prossima.

Domenica 17 Novembre. Uscita- Laguna del Mort: paesaggio e biodiversità.

Nel comune di Eraclea, in particolare a Eraclea mare si trova una laguna molto particolare, denominata del Mort proprio perché lì andò a morire il Piave dopo una rotta nel 1935 che ne chiuse l’accesso al mare andando a sfociare ove lo si vede oggi a Cortellazzo.

Noi entreremo a ridosso di questo ambiente attraverso una ricca pineta, poi ci dirigeremo verso il mare ove si trova una delle poche spiagge non privatizzate d’Italia.              Arriveremo a un punto ove faremo la sosta, tra il mare e la foce della Piave, per poi rientrare non senza aver puntato a un tratto ove sorgono i resti di bunker a ridosso di un’area umida.

Il Mort, a differenza delle altre lagune che ricevono immissari di acqua dolce, è una laguna completamente di acqua salata che sembra destinata a sparire nel prossimo futuro se non si faranno interventi particolari.

A ridosso del luogo nella bonificata Valle Ossi, hanno appena autorizzato, purtroppo, un grande villaggio turistico destinato, a quanto pare, a ospitare fino a 12000 presenze! E’ bene allora visitare questo angolo di Veneto prima che subisca l’assalto del turismo mangia suolo e ricordarcelo per com’è e come non sarà più.

E’ bene prenotarsi inviando mail all’indirizzo in locandina. Come sempre la conferma entro venerdì prossimo il pomeriggio.

Domenica 27 Ottobre – Uscita: malga Garda, un balcone sulla Valbelluna.

Domenica 27, arrivati a Lentiai dopo aver percorso la Feltrina, prenderemo, subito dopo la piazza a destra, la strada che sale a Colderù e ci fa arrivare al ristorante da Baiocco, circa 900 mt slm, che ci attende per l’abituale “sosta tecnica”.

Dal ristorante faremo un breve spostamento per risparmiare dislivello, non prima di aver riempito le auto con almeno quattro persone ognuna visto il ridotto parcheggio che troveremo alla capanna dello sci club Lentiai (1020 slm). Ovviamente chi si trasferisce d’auto lascia la propria al Baiocco.

Nel caso di bella giornata la parte vincente dell’escursione è l’eccezionale panorama che si apre sulla Valbelluna.

Saliremo attraversando prati famosi per la fioritura dei narcisi in primavera e, sempre su strada fino a Malga Garda (1300), monticata d’estate. 

Avremo attorno la foresta demaniale della sinistra Piave gestita da Veneto Agricoltura. Tutta l’area è SIC (Sito di importanza comunitaria per le specie vegetali e faunistiche che ospita).

Durante la Grande Guerra sull’area ci furono scontri e scambi d’artiglieria durante l’offensiva finale che portò alla vittoria alleata contro l’Impero Austro Ungarico, in particolare a ridosso del M.te Artent una batteria di obici da 150 mm che battevano le pendici del Grappa.

Il ritorno avverrà sul medesimo itinerario.

Come sempre venerdì pomeriggio confermeremo o meno, in base alle previsioni atmosferiche, comunicando al gruppo che si sarà iscritto rispondendo a questa mia.

Ciao,

Paolo

Domenica 6 Ottobre-Uscita: casera Palantina, tra Alpago e Cansiglio.

Amici, molti di voi avranno fatto un po’ di gamba durante l’estate scappando verso le zone alte per sfuggire alla canicola della Bassa.

Ora l’arrivo dell’autunno, coi suoi freschi e i suoi colori, può essere un invito a mantenere un minimo di tono muscolare prima di ripiombare sui divani invernali.

Ecco allora l’idea di recarci nella frazione Sant’Anna di Tambre, per poi partire a piedi in direzione della diruta casera Palantina.

Posto famoso come riferimento per l’attraversamento del gruppo del monte Cavallo, valicando una forcella a est troviamo Piancavallo, e segno di confine tra Cansiglio e Alpago. La maggior parte del percorso attraverso un bel bosco misto con prevalenza di faggeta, in alcuni tratti pura.

Troveremo tracce del possesso della Serenissima sul bosco e storicamente, 1944/’45, quest’angolo di Veneto vide infuriare la lotta tra nazifascisti e partigiani.

Ora vi regna una relativa tranquillità, speriamo sufficiente a non recare disturbo ai cervi e alla loro stagione degli amori.

Per iscrivervi inviare mail rispondendo a questa o contattando Roberto Masiero come indicato nella locandina allegata.

Paolo

Domenica 19 Maggio-Uscita: ai piedi del Grappa, un santuario e un giardino.

Amici camminatori curiosi, temendo, come negli ultimi anni, un giugno dai calori feroci, al momento pensiamo che questa escursione possa essere l’ultima del semestre, ma non si sa mai.

Domenica 19 andremo a camminare alle pendici del Grappa, monte sacro alla Patria.

Crespano del Grappa, di recente accorpatosi a Paderno per formare il comune di Pieve del Grappa, ci vedrà percorrere buona parte del sentiero delle Piere rosse.

Parcheggeremo nelle vicinanze del giardino vegetazionale di Veneto Agricoltura, un’area ove ha sede il gruppo Alpini del luogo, nelle vicinanze di un antico castagno che in qualche modo resiste alla vecchiaia.

Raggiungeremo il Santuario della Madonna del Covolo, prototipo canoviano del maestoso tempio di Possagno, nei pressi del quale visiteremo la sorgente Tre busi ove la tradizione racconta di un’apparizione della Madonna a una pastorella nel XII secolo. Fatta la sosta nei pressi del Santuario, chiuderemo l’anello attraverso i boschetti che rendono gradevole il cammino e termineremo l’escursione con la visita, non obbligatoria, al giardino vegetazionale Astego. Costo per gruppi superiori alle 10 persone € 2 per visitatore.

Chi non fosse interessato alla visita potrà decidere di andarsene versando l’abituale offerta libera.

Gli interessati si iscrivano rispondendo a questa mail entro venerdì 17 maggio.

Entro la stessa data, il pomeriggio, confermeremo o meno l’escursione.