Appello per le grave di Ciano

Amici, fin dall’inizio seguiamo a nome del nostro Comitato l’azione portata avanti dai nostri primi cugini: il Comitato a difesa delle Grave di Ciano.

Chi ha partecipato qualche anno fa all’escursione che vi abbiamo compiuto, si sarà reso conto della straordinaria valenza ambientale di quel tratto del medio Piave.

Ora si sta arrivando a prendere una decisione che potrebbe portare alla scomparsa di buona parte di questi 940 ettari protetti dalla Direttiva Habitat Natura 2000 dell’Unione Europea.

Il tutto per salvare gli abitanti a valle dalla prevista prossima piena del Piave.

Ovviamente nessuno ha il coraggio di toccare gli interessi dei comuni da Ponte di Piave in giù ove l’opera di contenimento era stata inizialmente prevista, troppi vigneti e troppi interessi a differenza delle Grave che invece ospitano solo Natura a 24 carati.

Senza contare che sarebbe una festa per gli estrattori di ghiaia che sull’oro bianco del “Fiume Sacro” hanno creato fortune milionarie.
Prima di aderire al loro appello potete documentarvi sul loro sito:

GraveCiano – Tra Piave e Montello

https://www.cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-10-maggio-Appello-per-le-Grave.pdf

Pagella Ambiente nei confronti della Giunta Bortolato a un anno dalle elezioni

Voto positivo:
1-Realizzazione pista ciclabile sulla strada Terraglio attuando in tal modo il
collegamento con quella che porta a Venezia.
2-Reimpianto alberature nel tratto stradale Terraglio Marocco – Mogliano centro.
3-Istituzione Parco delle api a Marocco.
4-Piantumazione Bosco di Mogliano finalmente attuata (eravamo stati coinvolti nella
prima fase di progettazione)….

Continua a leggere: https://cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2025/05/2025-co.sta_.-pagella-Giunta-Bortolato-a-un-anno-dallinsediamento.pdf

Forum nazionale Salviamo il Paesaggio: è indispensabile difendere il suolo e chi assicura le attività di monitoraggio.

Due sono i principali motivi che hanno spinto il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio a partecipare oggi alla presentazione a Roma della nuova edizione del Rapporto sul Consumo di Suolo a cura dell’ISPRA. In primis per conoscere in anteprima il trend registrato dal consumo di suolo nell’ultimo anno che temiamo sia in sostanziale linea con il dato dell’anno precedente, ennesima conferma della continua grave perdita della risorsa vitale e non rinnovabile del nostro Paese.

In secondo luogo per tornare a ribadire il nostro grido sempre più accorato: arrestiamo, e non solo limitiamo, il consumo di suolo e sosteniamo anche finanziariamente il riuso di tutto l’ampio stock edilizio esistente ma inutilizzato; con l’ausilio di una concreta ed efficace legge statale, che purtroppo continua a non comparire nell’agenda delle commissioni parlamentari.

Il 5 dicembre ricorre la Giornata Mondiale del Suolo ed è opportuno domandarsi quale sia lo stato di salute del suolo italiano. La risposta non può che basarsi su dati e monitoraggi scientifici certi, come quelli forniti da ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale costituito nel 2010 riunendo tre diverse agenzie per fornire supporto scientifico al ministero dell’Ambiente e allo stesso tempo rappresentare per i cittadini un riferimento sicuro dove attingere dati ambientali. 

L’ISPRA non è solo un centro elaborazione dati a servizio di un ente chiuso – in questo caso il Ministero dell’Ambiente – ma una vera e propria stanza aperta che fornisce, a tutti coloro che abbiano interesse e desiderio di servirsene, elementi conoscitivi su territori e problemi ambientali. Inoltre, in quanto servizio tecnico della Pubblica Amministrazione, è un soggetto indipendente: e questa è una preziosa garanzia di imparzialità.

Il Rapporto annuale “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, che quest’anno viene presentato il 3 dicembre, è uno degli esempi più significativi della sua attività e presenta dati che meriterebbero maggiore attenzione da parte di chi pianifica e governa a tutti i livelli istituzionali. 

Grazie alla grande professionalità dei suoi addetti e alla sua capacità di relazionarsi all’esterno, l’ISPRA in questi anni è diventato uno strumento indispensabile a servizio del Ministero dell’Ambiente, dicastero che è chiamato a svolgere un ruolo decisivo nella gestione di situazioni enormemente complesse. 

Riteniamo quindi indispensabile salvaguardare l’operatività dell’ISPRA che, anzi, andrebbe incentivata potenziandone mezzi e strumentazione, perché tutti noi consideriamo ISPRA un bene comune di cui andare orgogliosi.

Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori

NULLA DI FATTO

COMUNICATO STAMPA: Nulla di fatto un anno dopo.
Il 22 ottobre del 2023 eravamo almeno in 300, compresi otto dei nove sindaci i cui Comuni sono interessati dal corso dei fiumi Dese e Zero, a marciare lungo gli argini dello Zero per dichiarare pubblicamente che era ora di prendersi cura delle loro acque, vittime da anni di sversamenti di materiale organico e chimico da parte di aziende agricole (soprattutto allevamenti) e privati.

Continua a leggere : https://cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-ott-Comunicato-stampa-su-Carta-del-Dese-e-dello-Zero.pdf

CONFERENZA SUI “NOSTRI FIUMI” – 28 SETTEMBRE 2023

L’Ingegnere Ambientale Giancarlo Gusmaroli sarà il protagonista, giovedì sera 28 settembre ore 20.45 Centro Pastorale Mogliano Veneto, della conferenza: I nostri fiumi: prendiamocene cura. Conoscenze e soluzioni.

La conferenza, all’interno degli spazi dedicati alla mostra in corso: Zattieri del Piave, una storia appassionante, vuol essere un approccio naturalistico al tema fiumi di risorgiva come risorsa ecosistemica.

Da anni Gusmaroli, già componente del CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) si occupa dello stato di salute dei fiumi italiani e non solo e ci illustrerà come sia possibile avere un rapporto corretto coi nostri due fiumi di risorgiva: Dese e Zero.

Due fiumi spesso ignorati per la loro valenza naturalistica e paesaggistica, manomessi più volte nel corso della loro storia e ancor oggi utilizzati come discarica da persone senza scrupoli.

Alcuni interventi operati dal Consorzio Acque Risorgive ne hanno in parte recuperato la naturalità in alcuni tratti, ora si tratta di considerarli nel loro insieme dalla sorgente (spesso negletta) alla foce.

A tal fine, per conoscere e valutare le buone pratiche di cui Gusmaroli è a conoscenza, abbiamo invitato i nove Sindaci che sono attraversati dal loro corso; sei Comuni hanno comunicato che parteciperanno, quattro con i Sindaci e due con gli Assessori all’Ambiente.

Nella serata, alla presenza del Sindaco di Mogliano Veneto, si darà l’annuncio di una Marcia per i nostri fiumi che si effettuerà nel mese di ottobre.

ZATTIERI DEL PIAVE. UNA STORIA APPASSIONANTE Mogliano Veneto 22 settembre 8 ottobre

Uomini, ma anche donne e bambini, boschi e acque furono i soggetti coinvolti nella secolare epopea che portava ai mercati della Dominante la preziosa materia prima del legname.

Boschi preziosissimi e censiti per fornire legno per navi, edifici, fondamenta, utensili e per scaldare nei rigidi inverni; il legno viaggiava assieme a manufatti ferrosi e materiale estratto dalle miniere dell’agordino e delle altre aree confinanti con l’Impero degli Asburgo.

Continua a leggere : https://cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2023/09/Comunicato-stampa-per-mostra-Zattieri.pdf

Vi aspettiamo al Centro Pastorale di Mogliano Veneto e non perdete la conferenza del 28 Ottobre!!!

L’AREA EX NIGI

Siamo abituati come Salviamo il Paesaggio a osservare laicamente le prese di posizione politiche sui temi che a noi interessano e in passato lo abbiamo dimostrato. Non ci poniamo aprioristicamente contro una scelta dell’Amministrazione per il colore politico di questa, ma solo per l’impatto che questa scelta può avere sui temi che a noi stanno a cuore: Ambiente e Paesaggio.

Continua a leggere : https://cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2023/06/2023-30-maggio-Comunicato-NIGI-1.pdf

FOTOVOLTAICO: LA SOPRINTENDENZA SVOLGE BENE IL SUO COMPITO

Vorremmo sottolineare l’importanza del recente parere espresso dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le provincie di Belluno, Padova e Treviso.
I 12 ettari di campagna che sarebbero stati occupati da un impianto fotovoltaico a terra sono stati ritenuti meritevoli di protezione adducendo a riferimento due Leggi Regionali, le stesse a cui fanno riferimento le ditte interessate all’impianto, con in più il riferimento al Codice dei beni paesaggistici e culturali del 2004 (Codice Urbani).

Continua a leggere: https://cavedimarocco.it/wp-content/uploads/2023/05/Fotovoltaico-a-terra-un-parere-importante.pdf