Flora

La campagna di raccolta delle specie vegetali si è svolta tra la primavera del 2005 e l’autunno del 2006 con alcune uscite anche nel 2007, in modo da osservare la fenologia di tutte le piante presenti nel sito. In particolare sono stati eseguiti un totale di sessanta sopralluoghi. Tutte le specie vegetali determinate sono state poste in erbario. Le piante sono state preparate ed etichettate secondo le procedure standard e l’intera collezione è conservata al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Lo strumento fondamentale per l‘identificazione e la nomenclatura delle specie è stato “Flora d’Italia” (Pignatti, 1982), con l’ausilio di altri testi come “Flora Italica” (Zangheri, 1976) e, per il genere Carex, di un volume iconografico (Duhamel, 1994). Sono state raccolte le indicazioni sulla forma biologica delle specie presenti, la quale fa’ riferimento agli adattamenti a cui ricorrono le piante per proteggere le gemme durante la stagione avversa e ha un’importante relazione con il tipo di ambiente, soprattutto dal punto di vista climatico e sugli areali di distribuzione delle specie vegetali, traducendoli in seguito in un grafico riassuntivo. Infine è stata analizzata la parte alloctona della flora, sia dal punto di vista corologico che biologico. Risulta così un quadro generale delle specie alloctone. Trattasi per la maggior parte di specie nordamericane, appartenenti alle famiglie Asteraceae e Rosaceae; sono per lo più alberi o arbusti, o erbe dallo sviluppo veloce, in grado di sopportare il disturbo antropico (pratiche agricole e sfalcio) e naturale (esondazioni del canale scolmatore).

L’elenco floristico comprende 307 specie, 207 generi e 78 famiglie. Un dato significativo è l’abbondanza di specie di ambiente umido appartenti ai generi Carex, Juncus e Polygonum. Anche alcuni generi tipicamente prativi sono ben rappresentati (Ranunculus, Poa, Rumex, Veronica, Euphorbia), e infatti i prati, le macchie prative e i bordi erbosi dei canali e fossati coprono una buona percentuale del territorio delle cave. Non mancano inoltre alcuni rappresentanti di generi con specie per lo più arboree come Populus e Prunus.

Non tutte le specie hanno un valore significativo nel contesto vegetazionale o di valore ambientale, ma rimane il dato sulla ricchezza in specie e sulla potenzialità biologica delle cave di Marocco, anche in confronto con altre realtà simili presenti nel nostro territorio. Infatti pur avendo l’estensione minore a Marocco sono state riscontrate più specie (i dati per Gaggio e Martellago provengono da tesi sulla flora di quegli ambienti: Nicoletti, 1993, per Gaggio; De Pieri, 2000, per Martellago).

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